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L’iniziativa non viola il diritto internazionale

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha approvato oggi il controprogetto inadeguato all’iniziativa sull’espulsione dei criminali stranieri e ha deciso di raccomandare il rifiuto dell’iniziativa UDC. Il controprogetto non permette l’espulsione sistematica degli stranieri che si sono resi colpevoli di reati gravi. Quanto al comunicato pubblicato oggi dalla Commissione federale contro il razzismo, secondo la quale l’iniziativa violerebbe il principio di non-refoulement (principio che vieta il rinvio forzato in paesi nei quali il soggetto rischia la vita o l’incolumità personale), è semplicemente assurdo. Questo principio, iscritto nell’articolo 25 della Costituzione federale, non è in contrasto con l’iniziativa sull’espulsione. Lo scopo di quest’ultima è in realtà quello di porre fine a una giurisprudenza troppo lassista.

Il controprogetto all’iniziativa sull’espulsione contiene una disposizione esigente il rispetto del « diritto internazionale » e della Costituzione federale. Questa clausola vaga permetterà sempre d’impedire l’espulsione di un criminale straniero. Da una parte, questo richiamo è ingannevole e superfluo, dato che iscrive nella Costituzione la necessità di rispettare i princìpi della Costituzione; dall’altra, riduce massicciamente l’efficacia del controprogetto. Troppo vaga, quest’ultimo non precisa cosa si intenda per diritto internazionale. Delle formulazioni così deboli spalancano le porte a ricorsi e denunce, e i tribunali hanno così tutto lo spazio per decidere a favore dei delinquenti che invece meritano l’espulsione. Per esempio, sarà possibile dare maggior peso alla “unità della famiglia” del criminale che non alla sicurezza pubblica, al solo scopo d’impedire il rinvio di un delinquente al suo paese.

Anche il diritto fondamentale alla libertà personale offre parecchie possibilità d’impedire un’espulsione nel caso concreto. Il controprogetto rinuncia addirittura a fare una distinzione fra il diritto internazionale cogente e il diritto internazionale generico. E quest’ultimo contiene una grande quantità di norme che permettono alle autorità e ai giudici di giustificare un rifiuto d’espellere un criminale.

Per buona misura, il controprogetto contiene un “articolo sull’integrazione” che costringe la Confederazione, i Cantoni e i Comuni a “tener conto delle necessità dell’integrazione nell’adempiere i loro compiti”. La commissione tenta quindi d’introdurre dalla porta di servizio una disposizione che fa dell’integrazione un compito pubblico e costituzionale. Questo “articolo sull’integrazione” è pure contrario al principio dell’unità di materia che le iniziative e i controprogetti devono rispettare. Sotto sotto, il controprogetto è in chiara opposizione all’iniziativa UDC sulle espulsioni, che avrebbe invece il chiaro risultato di aumentare la sicurezza in Svizzera esercitando un effetto dissuasivo sui potenziali criminali.

Unione democratica di centro
Berna, 20 maggio 2010

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