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Una proposta ponderata e differenziata


Di Gregor A. Rutz, vicepresidente dell'UDC del canton Zurigo, Küsnacht (ZH)

L'espulsione di stranieri criminali dal loro paese di soggiorno è una regola conosciuta da quasi tutti gli Stati. Le leggi corrispondenti danno talvolta un carattere penale alla misura dell’espulsione, come era il caso in Svizzera fino al 2007 con l’espulsione penale. L’iniziativa UDC fa riferimento proprio a questo principio. Poiché la regolamentazione prevista nella legge sugli stranieri non ha dato prova di efficacia nella pratica perché le procedure sono lunghe e complicate, era necessario ristabilire una diretta connessione fra l’atto penale e l’espulsione. L’unica differenza rispetto alla precedente regolamentazione è che l’espulsione è obbligatoria in presenza di un atto penale grave.

Se si esamina la legislazione degli Stati della zona europea, la conclusione è inequivocabile: tutti i paesi dispongono di norme giuridiche per l’espulsione di delinquenti originari dall’estero. Che queste leggi si differenzino in misura più o meno grande è evidente. Tuttavia è un fatto, che l’espulsione di stranieri criminali in ragione di reati penali è un principio internazionalmente non solo riconosciuto, ma anche praticato.

Fallita la revisione della parte generale del CPS
La vecchia coesistenza fra l’espulsione ordinata dai tribunali e l’espulsione quale misura di polizia degli stranieri sembrava poco felice agli occhi delle autorità. Anche l’espulsione giudiziaria quale pena accessoria è stata cancellata dalla parte generale del Codice penale svizzero. Questa decisione è stata un errore politico. La situazione attuale rivela infatti che la prassi cambia sensibilmente da cantone a cantone. Quanto alle decisioni dell’Ufficio federale della migrazione non sono per nulla soddisfacenti. Ciò che dà più fastidio in questa situazione, è che anche quando la volontà politica esiste, delle espulsioni non possono essere ordinate perché le autorità non hanno il margine di manovra necessario o perché non dispongono di un appoggio politico sufficiente.

Al contrario, l’esperienza dimostra che una misura d’espulsione è sentita dagli stranieri toccati come una vera pena. Un’espulsione (combinata con un divieto di rientro in Svizzera) non è perciò soltanto utile alla sicurezza pubblica; essa riveste anche un carattere penale come era il caso in passato con l’espulsione prevista dal Codice penale e come pure chiede l’iniziativa-espulsioni. L’espulsione ha quindi un effetto dissuasivo chiaro e netto.


L’UDC riprende il principio dell’espulsione dal territorio

Il gruppo interno di lavoro dell’UDC, che ha preparato questa iniziativa nel 2006/2007, si è ispirato al meccanismo d’espulsione dal territorio svizzero. L’obiettivo era quello di ristabilire una connessione diretta con la condanna penale. E per arrestare la prassi lassista dei tribunali, l’espulsione deve diventare obbligatoria in caso di delitti penali gravi.

Per analogia con la pena minima alla quale è tenuto il giudice particolarmente quando si tratta di crimini gravi, l’espulsione dovrà essere ordinata obbligatoriamente in presenza di delitti di una certa gravità. Quando un tribunale avrà comminato una tale condanna, l’autorità cantonale non avrà più bisogno di prendere alcuna misura: l’effetto sarà “ex lege”, ossia l’espulsione sarà la conseguenza automatica della condanna. Per quanto riguarda il divieto di entrare in Svizzera, l’Ufficio federale della migrazione sarà costretto a ordinarne la durata minima di cinque anni.

Questi due punti sono determinanti per l’efficacia della nuova regolamentazione. Il fatto che il controprogetto non regola proprio questi due punti dimostra chiaramente che questo testo è inefficace, se non addirittura controproducente.

Riassumendo, l’iniziativa-espulsioni apporta principalmente tre modifiche :

1.
Il principio secondo il quale gli stranieri criminali devono lasciare la Svizzera sarà d’ora in avanti iscritto nella Costituzione federale.
-
Questo principio è così maggiormente legittimato e definitivamente vincolante per tutti i cantoni.
- Solo una regolamentazione vincolante può garantire una prassi uniforme in tutti i cantoni.

2.
La formulazione potestativa attuale diventa una legge imperativa : uno straniero criminale deve obbligatoriamente essere espulso.
-
Il margine di apprezzamento delle autorità è limitato in quest’ambito : in presenza di un delitto grave, l’espulsione sarà la conseguenza automatica di una condanna.
- L'espulsione è la conseguenza « ex lege » di una condanna : non c’è più bisogno di emettere un’ordinanza supplementare.

3.
L'espulsione non è più semplicemente una misura di polizia degli stranieri, ma ha una connessione diretta con l’atto penale commesso.
-
L'espulsione riprende così lo stesso valore che aveva la vecchia norma sull’espulsione figurante nel Codice penale; si tratta di una pena accessoria altrettanto volta a punire il delinquente.
- Ecco il solo modo per ottenere un effetto preventivo a favore della sicurezza pubblica. In questo contesto, anche la durata minima di 5 anni del divieto di entrare in Svizzera svolge un ruolo importante.


Concetto completo
Si assiste attualmente non soltanto a un aumento della criminalità e della violenza straniere, ma anche a una crescente immigrazione nel sistema sociale svizzero. Di conseguenza, è giusto che l’iniziativa menzioni anche l’abuso delle istituzioni sociali fra i delitti colpiti dall’espulsione. Toccherà al legislatore definire in dettaglio le fattispecie penali, eventualmente completare la lista dei delitti enumerati nell’iniziativa. Perciò l’iniziativa non è soltanto più differenziata del controprogetto, bensì anche più completa.

Senza alcun rischio dal punto di vista del diritto internazionale
Preparando questa iniziativa, il gruppo di lavoro ha esaminato attentamente le questioni relative al diritto internazionale e agli accordi bilaterali. Il risultato di queste riflessioni è un testo costituzionale che non pone alcun problema dal punto di vista del diritto internazionale pubblico e che, altrettanto, non crea tensioni per rapporto agli accordi bilaterali.
L’iniziativa-espulsioni chiede che gli stranieri che hanno commesso dei gravi delitti quali l’assassinio, la violenza carnale o la rapina siano espulsi dalla Svizzera. Ciò era già possibile con la vecchia misura penale dell’espulsione. Altri paesi adottano gli stessi princìpi (vedi sopra). Il principio secondo il quale gli stranieri criminali devono lasciare la Svizzera può, teoricamente, essere incompatibile con la norma del non-refoulement in qualche caso isolato. L’art. 25 cpv. 3 CF prescrive che nessuno possa essere espulso verso uno Stato “nel quale rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano”. Questo divieto è ancorato nella Convenzione dell’ONU contro la tortura, come pure nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

Poiché l’iniziativa-espulsioni non mira in maniera generale ai migranti o ai richiedenti l’asilo, bensì unicamente e in modo mirato ai delinquenti condannati, la situazione è particolare. L’art. 33 della Convenzione di Ginevra sui rifugiati stipula che anche un rifugiato riconosciuto non può fare appello al principio di non-refoulement se ci sono delle serie ragioni di supporre che rappresenti un pericolo per la sicurezza del paese di soggiorno o una minaccia per la comunità di questo paese. L’interpretazione di questi concetti offre un margine di manovra che la Svizzera deve sfruttare meglio.

Una tensione per rapporto al principio di non-refoulement può prodursi soltanto se il delinquente è un rifugiato e se si ritrova in una situazione contemplata dall’art. 25 cpv. 3 CF. Bisognerà allora valutare la possibilità di espellere questa persona in considerazione delle convenzioni sulla tortura e sui rifugiati. Non era così con la vecchia espulsione penale dal territorio svizzero: poteva succedere che, in casi isolati, il giudice penale ordinasse l’espulsione, ma che l’esecuzione di quest’ordine risultasse impossibile. Sarebbe tuttavia insensato e non capito dalla popolazione rinunciare, a causa di qualche eccezione, alla regola di base secondo la quale gli stranieri criminali devono lasciare il paese.

- Fa stato la versione orale del discorso -

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