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SÌ all'iniziativa-espulsioni rafforza la lotta


di Adrian Amstutz, consigliere nazionale, vicepresidente UDC Svizzera, Sigriswil (BE)

Il comitato apartitico “NO al controprogetto” si è presentato ai media dieci giorni fa per presentare le ragioni che si oppongono al controprogetto all’iniziativa-espulsioni. Oggi lanciamo perciò la campagna di voto a favore di un SÌ all’iniziativa-espulsioni.

Il messaggio deve essere chiaro e netto – quindi SÌ all’iniziativa-espulsioni e NO al controprogetto.

Si picchia e si assassina. Si ruba e si stupra. Si fa del traffico di donne e di droga. Si truffano dei privati, delle ditte e delle istituzioni sociali. E in tutti questi delitti gli stranieri sono implicati in modo sproporzionato per rapporto alla loro popolazione in Svizzera. È tempo di arrestare questa evoluzione disastrosa con un messaggio chiaro e netto. E il prezzo da pagare per questi crimini deve essere l’espulsione come chiede l’iniziativa dell’UDC.

Ciò significa, né più né meno, che coloro che vengono in Svizzera e vi commettono degli atti criminali, devono ripartire.

Il Parlamento ha adottato un controprogetto al solo scopo di tagliare l’erba sotto ai piedi dell’iniziativa. In apparenza, il testo adottato dai partiti di centro e di sinistra formula anch’esso delle sanzioni. Ma nello stesso tempo esige che si tengano in conto il diritto internazionale e gli accordi internazionali, cosicché i tribunali e le autorità possono impedire a loro discrezione l’espulsione, come già succede con il diritto attuale. Ma non è tutto: su pressione della sinistra, questo articolo obbliga anche la Confederazione, i cantoni e i comuni a sostenere l’integrazione degli stranieri con costose misure.

Il controprogetto solleva diverse questioni. Chi deve vegliare all’integrazione degli stranieri, quest’ultimi o i contribuenti svizzeri? E quali diritti dell’uomo si devono tutelare innanzitutto? Quelli degli individui che picchiano, assassinano, stuprano o quelli delle persone che vengono picchiate, assassinate o stuprate? Bisogna tutelare i diritti di coloro che truffano o abusano senza alcuna vergogna delle nostre istituzioni sociali o i diritti delle persone che lavorano e versano regolarmente le loro imposte e i loro contributi?

È tempo di dare più peso ai diritti delle vittime e dei danneggiati. Gli stranieri che vengono in Svizzera per commettervi degli atti criminali non hanno più alcun diritto alla nostra ospitalità e devono lasciare il paese dopo aver espiato la loro condanna.

L’iniziativa UDC tiene assolutamente conto del diritto internazionale cogente in virtù del quale, per esempio, nessuno può essere espulso verso un paese dove rischia la pena di morte o delle torture. Si tratta tuttavia di casi isolati che non influiscono per nulla sull’efficacia delle norme d’espulsione chiare e nette concernenti la stragrande maggioranza dei criminali stranieri.

Abbiamo bisogno di un messaggio chiaro e netto : quindi SÌ all’iniziativa-espulsioni e NO al controprogetto.

La campagna « pecora nera »

L’UDC utilizza il suo soggetto per questa campagna di voto. Si tratta di un’evoluzione della “campagna della pecora nera” che aveva accompagnato il lancio dell’iniziativa-espulsioni. Per la posa dei manifesti in diversi formati contiamo soprattutto sulle nostre strutture, quindi sulle sezioni cantonali del partito e su numerosi ausiliari. Gli opuscoli, argomentari e sottobicchieri sono ulteriori supporti di questa campagna.

Numerose manifestazioni di sostegno avranno pure luogo in tutte le regioni della Svizzera. A livello nazionale attiriamo l’attenzione sulla manifestazione del 6 novembre a Zurigo dove avrà luogo un dibattito fra l’ex-consigliere federale Christoph Blocher e il consigliere nazionale Daniel Vischer dei Verdi. In Svizzera romanda, un dibattito opporrà Christoph Blocher al consigliere nazionale Fulvio Pelli, presidente del PLR, in una manifestazione organizzata il 2 novembre a Ginevra.

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