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Ginevra e l'espulsione degli stranieri criminali


Di Céline Amaudruz, deputata in Gran Consiglio e presidente UDC del canton Ginevra

Chi più di Ginevra è in Svizzera vittima della criminalità straniera ?

Le cifre parlano da sole.

Il rapporto annuale 2009 in materia di statistica di polizia e di criminalità, pubblicato dall’Ufficio federale di statistica, ha dimostrato che il canton Ginevra registra il più alto tasso di criminalità della Svizzera. Significa che i Ginevrini si dedicano – più degli altri Confederati – alla perpetrazione di reati ? No, naturalmente... Come cantone frontaliero, Ginevra condivide 103 Km di frontiera con la Francia contro i soli 4,5 Km con il canton Vaud. A causa di Schengen, il nostro cantone è diventato un Eldorado per la criminalità straniera. E così, la situazione si è considerevolmente degradata nel nostro cantone. Il rapporto d’attività 2009 della polizia ginevrina mostra un aumento del 7% del numero di reati rispetto al 2008. Ogni giorno si registrano a in media a Ginevra non meno di 30 effrazioni.

Spacciatori africani, scassinatori georgiani, mendicanti Rom, tossicomani lionesi e altri truffatori balcanici avvelenano la quotidianità dei Ginevrini. Senza parlare degli atti di grave criminalità organizzata che si sono moltiplicati. Schengen, associato a una politica clientelare di sinistra mascherata di « buonismo », si è rivelato catastrofico per il nostro cantone.

I cittadini stranieri fanno parte dei buoni clienti dei nostri tribunali : nel 2008, delle 4576 persone accusate dalla giustizia ginevrina, 3678 erano di nazionalità straniera.

Il carcere principale di Ginevra, la prigione di Champ-Dollon, accoglie circa 600 detenuti di 117 nazionalità! Nel 2009, il tasso di stranieri in questo istituto ammontava al 90,7%. È la chiara dimostrazione del “modello multiculturale” che le nostre autorità ci scodellano in tutte le salse.

Questa prigione era inizialmente prevista per 270 detenuti. Essa ne accoglie oggi quasi 600. Il posto è attualmente sovrappopolato. Il clima che vi regna è esplosivo. Le tensioni fra le diverse etnie sono quotidiane. Il parlamento cantonale è cosciente della situazione e sono allo studio diversi progetti miranti ad aumentare le capacità d’accoglienza dell’istituto. Questa politica è giusta: i criminali devono andare in prigione e smettere così di compiere i loro misfatti!

Ma, in fondo e in definitiva, cosa vogliamo realmente? Vogliamo costruire delle nuove prigioni in Svizzera, a spese dei contribuenti, per ospitarvi i criminali di tutto il mondo?

Tutti sanno che una parte essenziale della criminalità di strada e del saccheggio dei nostri alloggi è opera di persone venute da fuori, che hanno scelto Ginevra, ma anche la Svizzera, per commettervi i loro crimini proprio a causa dell’impunità loro garantite dalle nostre istituzioni, e che i criminali di tutto il mondo ci invidiano.

Zurigo, che dispone dello stesso diritto federale e degli stessi accordi di riammissione di Ginevra, riesce ad allontanare l’80% delle persone che dovrebbero esserlo, i Grigioni fanno ancora meglio, mentre che Ginevra ne rimette il 100% in strada. Le polizie di altri cantoni hanno delle ragioni per sentirsi motivate, delle ragioni che i poliziotti ginevrini non hanno perché, di proposito, vengono scoraggiati distruggendo, giorno dopo giorno, il frutto del loro difficile lavoro.

Del fatto che la popolazione ginevrina dovrebbe poter attendersi dal Consiglio di Stato che prenda delle misure efficaci e indispensabili per proteggere i propri cittadini, non se ne parla nemmeno. Il ristabilimento della sicurezza a Ginevra dovrebbe infatti condensarsi in tre parole: arrestare, giudicare e allontanare. Tre parole che il Consiglio di Stato rifiuta sistematicamente di pronunciare.

Il lassismo della politica ginevrina è spaventoso : le autorità amministrative e giudiziarie ginevrine non prendono più alcuna misura e il fatto di lasciare loro un qualunque margine di manovra da i risultati e le cifre esposte sopra.

La sola speranza e la sola soluzione per salvare Ginevra da questo baratro del tasso di criminalità è imporre l’espulsione degli stranieri criminali nella Costituzione federale.

L’iniziativa dell’UDC per l’espulsione degli stranieri criminali è l’unico modo per ristabilire l’ordine a Ginevra, e per le ragioni seguenti :

gli stranieri che non rispettano le nostre leggi, cadendo nella criminalità o percependo indebitamente delle prestazioni sociali sono sistematicamente e automaticamente espulsi dalla Svizzera e colpiti da un divieto di soggiorno della durata di almeno cinque anni; il principio secondo il quale degli stranieri criminali devono essere espulsi dalla Svizzera sarà iscritto nella Costituzione federale. In questo modo, il principio dell’espulsione è maggiormente legittimato e riveste un carattere obbligatorio per tutti i cantoni;

la formulazione potestativa attuale concernente l’espulsione diventa imperativa : uno straniero criminale deve essere espulso senza discussioni;

l’espulsione non è più una misura di polizia degli stranieri, ma è direttamente legata al delitto penale commesso. Questa misura acquisisce così una forza analoga a quella del divieto penale di soggiorno che un tempo poteva essere decretato contro i delinquenti.

Si deve ormai considerare che Ginevra non abbia più scelta ; la città di Calvino è in un tale stato di crisi che la situazione potrà sperare di migliorare soltanto se l’espulsione degli stranieri criminali assumerà un carattere obbligatorio correlato al delitto penale e iscritto nella Costituzione.

Se l’iniziativa ha un carattere fondamentale per la sicurezza del nostro paese, per Ginevra ha un carattere indispensabile. È ora di proteggere il nostro paese!





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